Sul web il tifo si scatena: Twitter e Facebook, tra entusiasmo e sfottò.
Si chiama Francesco come il capitano dell'a.s.roma, ma - così sembra - «tifa» biancoceleste per affinità cromatica con la bandiera dell'Argentina. Il vortice del derby ha risucchiato anche il nuovo Papa, ufficialmente tifoso del San Lorenzo de Almagro e ufficiosamente deluso di non poter assistere a Roma-Lazio di lunedì sera. La notizia ha fatto il giro del web, lì derby è già iniziato, fede romanista contro fede laziale. «È argentino, non poteva che essere della Lazio. Grande!!!!!», posta Pamela ssl; «Signore benedicilo, lo aspettiamo in curva Nord», scrive Giordano.. (A. Ar.) Corriere Della Sera > Roma
sabato 6 aprile 2013
Papa e pallone..
Papa Francesco biancoceleste?
Sul web il tifo si scatena: Twitter e Facebook, tra entusiasmo e sfottò.
Si chiama Francesco come il capitano dell'a.s.roma, ma - così sembra - «tifa» biancoceleste per affinità cromatica con la bandiera dell'Argentina. Il vortice del derby ha risucchiato anche il nuovo Papa, ufficialmente tifoso del San Lorenzo de Almagro e ufficiosamente deluso di non poter assistere a Roma-Lazio di lunedì sera. La notizia ha fatto il giro del web, lì derby è già iniziato, fede romanista contro fede laziale. «È argentino, non poteva che essere della Lazio. Grande!!!!!», posta Pamela ssl; «Signore benedicilo, lo aspettiamo in curva Nord», scrive Giordano.. (A. Ar.) Corriere Della Sera > Roma
Sul web il tifo si scatena: Twitter e Facebook, tra entusiasmo e sfottò.
Si chiama Francesco come il capitano dell'a.s.roma, ma - così sembra - «tifa» biancoceleste per affinità cromatica con la bandiera dell'Argentina. Il vortice del derby ha risucchiato anche il nuovo Papa, ufficialmente tifoso del San Lorenzo de Almagro e ufficiosamente deluso di non poter assistere a Roma-Lazio di lunedì sera. La notizia ha fatto il giro del web, lì derby è già iniziato, fede romanista contro fede laziale. «È argentino, non poteva che essere della Lazio. Grande!!!!!», posta Pamela ssl; «Signore benedicilo, lo aspettiamo in curva Nord», scrive Giordano.. (A. Ar.) Corriere Della Sera > Roma
venerdì 5 aprile 2013
Giustizia per le famiglie senza lavoro dell'IDI
foto di Michal Werschler.
I finanzieri del comando provinciale di Roma hanno eseguito, ieri mattina, tre misure cautelari personali, disposte dal gip del Tribunale di Roma, Antonella Capri, nei confronti di Domenico Temperini, di padre Franco Decaminada e di Antonio Nicolella, nell'ambito delle indagini sul dissesto finanziario dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata (Idi). Per Temperini è stato disposto il carcere, per Decaminada, consigliere delegato dal 2004 al dicembre 2011 incaricato della gestione del comparto Idi-Sanità, e per Nicolella sono stati disposti gli arresti domiciliari.
I reati contestati ai tre arrestati vanno dall'appropriazione indebita aggravata alla bancarotta patrimoniale fraudolenta, dall'emissione ed utilizzo di fatture false all'occultamento delle scritture contabili; altre 10 persone sono state denunciate, inoltre, a vario titolo, per i delitti di riciclaggio, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, occultamento delle scritture contabili ed appropriazione indebita.
La Guardia di finanza fa sapere che le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Roma e condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma, hanno avuto ad oggetto "gravi fattispecie di appropriazione indebita, proseguite sino al 2012, in danno della Provincia Italiana della Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione, ente ecclesiastico, giuridicamente riconosciuto, proprietario, tra gli altri, dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata Concezione, del San Carlo di Nancy e di Villa Paola, con oltre 1.500 dipendenti, e, da sabato scorso, in amministrazione straordinaria, a seguito dello stato di insolvenza accertato dal Tribunale di Roma, in relazione ad un passivo di oltre 600 milioni di euro".
giovedì 4 aprile 2013
Sullo IOR il Vaticano di Francesco adesso risponde
Interrompendo lo schema silenzioso che finora aveva inghiottito molte rogatorie, il Vaticano ha risposto alla Procura sul caso di monsignor Francesco Maria Ricci. Il sacerdote dei Domenicani che investì (e perse) un milione e 600mila euro nei fondi esotici del «Madoff dei Parioli» dopo averli prelevati da un conto destinato alle opere di beatificazione.
La risposta chiama in causa lo Ior, dove Ricci, Rettore della Chiesa di Santa Sabina all'Aventino, è risultato titolare di 3 conti correnti (identificati come altrettanti fondi intestati ai Domenicani di Roma), uno dei quali ancora aperto e destinato alla cosiddetta Postulazione Generale dei beati.
Ricci ne avrebbe sostenute oltre un centinaio nella sua attività (nell'elenco figurano aristocratici della famiglia Orsini e predicatori di campagna come il domenicano francese Jean-Joseph Lataste), come ha spiegato anche nel corso del processo Lande, contro il quale ha sporto querela senza tuttavia poi costituirsi parte civile.
Dunque veniva dallo Ior il capitale affidato a Gianfranco Lande («che garantiva profitti maggiori rispetto alle banche» ha cristallizzato il sacerdote durante la sua deposizione al processo del «Madoff») e che per lui avrebbe scudato anche soldi dall'estero. Ma la risposta alla rogatoria, firmata dal Direttore generale dell'Istituto, Paolo Cipriani, non scioglie tutti i dubbi.
Al pm Luca Tescaroli che domandava fra l'altro «l'elenco degli istanti che hanno provveduto a elargire somme di denaro al predetto sacerdote, con le indicazioni dei relativi importi e delle modalità di versamento» la Santa Sede risponde a suo modo.
Inviando i soli numeri, vale a dire gli importi movimentati negli anni senza però specificarne nè la provenienza nè i destinatari di bonifici vari. (Con Ricci è autorizzato alle operazioni anche un altro domenicano, postulatore di professione a sua volta: padre Vito Gomez). Cipriani trasmette a Tescaroli l'elenco di movimentazioni di denaro effettuato giorno per giorno negli anni fra 2000 e 2007, ossia il periodo preso in esame.
Su quei conti è possibile effettuare prelievi in contante fino a importi elevati. Prelievi cash di dieci - ventimila euro. E anche se la media è solitamente più bassa, in qualche caso il postulatore di cause sante uscirà dallo Ior con 35mila o perfino 50mila euro in banconote.
Due sono i bonifici specificati; uno generico, l'altro accompagnato dalla specifica «domestico». Destinato con ogni probabilità alla sede legale o al convento dei Domenicani. Ilaria Sacchettoni per "Il Corriere della Sera" - Roma
mercoledì 3 aprile 2013
martedì 2 aprile 2013
Bergoglio e Wojtyła
Verso le 19, dopo la chiusura serale della Basilica Vaticana, il Papa ha compiuto una visita alla tomba di Giovanni Paolo II nell’ottavo anniversario della morte. La Cappella è quella di San Sebastiano nella navata destra della Basilica, dove il Papa ha sostato a lungo inginocchiato in preghiera silenziosa.Breve raccoglimento anche davanti alle tombe del Beato Giovanni XXIII e di San Pio X.
"Come la visita di ieri alla tomba di San Pietro e alle Grotte Vaticane, anche la visita di questa sera nella Basilica esprime la profonda continuità spirituale del ministero petrino dei Papi, che il Papa Francesco vive e sente intensamente, come ha dimostrato anche nell’incontro e con i ripetuti colloqui telefonici con il suo Precedessore Benedetto XVI", ha sottolineato il portavoce, padre Federico Lombardi.
San Bernardino da Siena e lo stemma papale
Fu canonizzato nel 1450 per opera di papa Niccolò V. Negli anni successivi l'ordine francescano diffuse il messaggio religioso e politico di Bernardino e numerosi furono gli oratori/chiese a lui dedicati, mentre il suo corpo è conservato a L'Aquila, nella basilica che porta il suo nome. Nella città il culto si manifesta soprattutto con la diffusissima presenza del monogramma IHS sulle porte degli edifici.
Già prima della canonizzazione si diffusero voci sulle gesta miracolose a lui attribuite, alcune delle quali trovarono spazio in un'edizione di quegli anni della Legenda Aurea.
Le prediche tenute da Bernardino nei suoi viaggi furono raccolte da un suo fedele discepolo e pubblicate dopo la sua morte. Esse sono un esempio di grande interesse di letteratura sacra e testimoniano le tensioni di rinnovamento spirituale che ebbero luogo nel XV secolo.
lunedì 1 aprile 2013
La grazia di Cristo risorto
"Cristo ha vinto il male” e spetta a noi accogliere questa vittoria nella vita nella società nella storia. Così Papa Francesco nel Lunedì dell’Angelo, prima della recita del Regina Coeli, in questa prima Pasqua del suo pontificato, rivolto alle decine di migliaia di fedeli raccolti in piazza san Pietro.
Il servizio di Roberta Gisotti:
“Perché l’odio lasci il posto all’amore, la menzogna alla verità, la vendetta al perdono, la tristezza alla gioia”, occorre “che il Mistero Pasquale possa operare profondamente in noi e in questo nostro tempo”. La preghiera del Papa stamane alla Madonna “nel nome del Signore morto e risorto”
“Cristo ha vinto il male in modo pieno e definitivo, ma spetta a noi, agli uomini di ogni tempo, accogliere questa vittoria nella nostra vita e nelle realtà concrete della storia e della società”.
Il primo pensiero di Francesco è andato ai sofferenti:
“Che la forza della Risurrezione di Cristo possa raggiungere ogni persona - specialmente chi soffre – e tutte le situazioni più bisognose di fiducia e di speranza”.
Ha sottolineato quindi come “la grazia contenuta nei Sacramenti pasquali è un potenziale di rinnovamento enorme per l’esistenza personale, per la vita delle famiglie, per le relazioni sociali”.
“Sì, il Battesimo che ci fa figli di Dio, l’Eucaristia che ci unisce a Cristo, devono diventare vita, tradursi cioé in atteggiamenti, comportamenti, gesti, scelte”.
Ma tutto passa attraverso il cuore umano:
“Se io mi lascio raggiungere dalla grazia di Cristo risorto, se le permetto di cambiarmi in quel mio aspetto che non è buono, che può far male a me e agli altri, io permetto alla vittoria di Cristo di affermarsi nella mia vita, di allargare la sua azione benefica. Questo è il potere della grazia! Senza la grazia non possiamo nulla”.
Si tratta quindi di “esprimere nella vita il sacramento che abbiamo ricevuto”:
“Ecco, cari fratelli e sorelle, il nostro impegno quotidiano, ma direi anche la nostra gioia quotidiana!”
Infine il saluto semplice e informale di Papa Francesco a tutti i fedeli:
“Buona Pasqua a tutti e buon pranzo!”.
Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/Articolo.asp?c=678675
del sito Radio Vaticana
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