venerdì 28 giugno 2013

Ancora novità

Un salesiano per riformare lo Ior, Papa Francesco sceglie il cardinal Farina alla testa della Commissione istituita, a sorpresa, da papa Francesco per rinnovare lo Ior, l'Istituto per le Opere di Religione.

domenica 16 giugno 2013

Nomina allo IOR

(AGI) - CdV - Monsignor Mario Salvatore Ricca e' il nuovo prelato dello Ior. La carica era vacante da anni e la nomina ha per questo un grande significato. Noto in Vaticano come "Don Battista" il sacerdote lombardo Battista Mario Salvatore Ricca ha 57 anni ed e' l'attuale direttore della Domus Santa Marta. Si tratta quindi di un uomo di assoluta fiducia di Papa Francesco. Lo ha nominato "ad interim" la Commissione cardinalizia di vigilanza dell'Istituto per le Opere di Religione, con l'approvazione del Santo Padre. Con la nomina di Ernst von Freyberg come presidente e di monsignor Ricca come Prelato, la Commissione cardinalizia ha occupato le due importanti posizioni previste dagli Statuti dello Ior, che erano rimaste vacanti per diverso tempo. La nomina di Mons. Ricca ha effetto immediato. In qualita' di prelato, monsignor Ricca svolgera' il ruolo di segretario degli incontri della Commissione cardinalizia e assistera' agli incontri del Consiglio di Sovrintendenza, secondo gli Statuti dell'Istituto. Don Battista e' nato nel 1956 a Offlaga in provincia di Brescia e fa parte del Servizio Diplomatico in servizio presso la Prima Sezione della Segreteria di Stato. E' il direttore della Domus Sanctae Marthae, della Domus Internationalis Paulus VI, della Domus Romana Sacerdotalis e della Casa San Benedetto, cioe' dei pensionati per il clero gestiti dalla Santa Sede. Il precedente Prelato era monsignore Piero Pioppo - storico segretario particolare del cardinale Angelo Sodano e attualmente nunzio in Camerun e Guinea Equatoriale - che aveva occupato tale funzione dal 2006 al 2011.

sabato 15 giugno 2013

L'insulto è un modo per sminuire l’altro. Non c’è bisogno di andare dallo psicologo per sapere che quando uno sminuisce l’altro è perché non può crescere, ha bisogno che l’altro vada più in basso per sentirsi qualcuno. Sono meccanismi brutti. Al contrario, Gesù con tutta semplicità dice: «Non parlate male degli altri, non sminuitevi, non squalificatevi. In fondo tutti stiamo procedendo per lo stesso cammino».

domenica 9 giugno 2013

San Francesco e il lupo di Gubbio

Viveva un dì, narra un’antica voce intorno a Gubbio un lupo assai feroce che aveva i denti più acuti che i mastini e divorava uomini e bambini. Dentro le mura piccole di Gubbio stavano chiusi i cittadini e in dubbio ciascuno della vita. La paura non li lasciava uscire dalle mura. E San Francesco venne a Gubbio, e intese del lupo, delle stragi, delle offese; ed ebbe un riso luminoso e fresco, e disse: “O frati, incontro al lupo io esco!”. Le donne avevano lagrime così grosse, ma il Santo ilare e ardito uscì. E a mezzo al bosco ritrovò il feroce ispido lupo, e con amica voce gli disse: “O lupo, mio fratello lupo, perché mi guardi così ombroso e cupo? Perché mi mostri quegli aguzzi denti? Vieni un po’ qua, siedimi accosto e senti: Io so che tu fai molto male a Gubbio e tieni ognuno della vita in dubbio, e so che rubi uccidi e non perdoni nemmeno ai bimbi, e mangi i tristi e i buoni: Orbene ascolta: come è vero il sole, ciò che tu fai è male. Iddio non vuole! Ma tu sei buono; e forse ti ha costretto a ciò la fame. Ebbene, io ti prometto che in Gubbio avrai d’ora in avanti il vitto: ma tu prometti essere onesto e dritto e non dare la minima molestia: Essere insomma una tranquilla bestia. Prometti dunque tutto questo, dì?”. Il lupo abbassò il capo, e fece: “Si!”. “Davanti a Dio tu lo prometti?”. E in fede il lupo alzò molto umilmente un piede. Allora il Santo volse allegro il passo a Gubbio, e il lupo dietro, a corpo basso. In Gubbio fu gran festa, immenso evviva: scoppiò la gioia, e fino al ciel saliva. E domestico il lupo entro rimase le chiuse mura, e andava per le case im mezzo ai bimbi come un vero agnello, e leccava la gota a questo e a quello. E poi morì. E fu da tutti pianto e seppellito preso il campo santo.

venerdì 7 giugno 2013

Rosario

Un rosario è stato donato al Papa da un fedele, lanciandolo tra le sue mani. La reazione del pontefice, da portiere di calcio a bordo della papamobile che attraversa piazza San Pietro in occasione dell'Udienza generale, è stata di grande efficacia e soprattutto di grande gioia e divertimento. Il Papa ci vuole bene, sono gioie e non sono pene.

domenica 2 giugno 2013

Processione di San Filippo compatrono di Roma a Boccea

Sacro Cuore

1. Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato. 2. Metterò la pace nelle loro famiglie. 3. Li consolerò in tutte le loro pene. 4. Sarò loro rifugio sicuro durante la vita e soprattutto alla loro morte. 5. Spargerò abbondanti benedizioni su tutte le loro imprese. 6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l'oceano infinito della misericordia. 7. Le anime tiepide diventeranno ferventi. 8. Le anime ferventi si eleveranno a grande perfezione. 9. Benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e onorata. 10. Darò ai sacerdoti il dono di toccare i cuori più induriti. 11. Le persone che propagheranno questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore, dove non sarà mai cancellato. 12. Io prometto nell'eccesso della misericordia del mio Cuore che il mio amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà loro rifugio sicuro in quell'ora estrema.