mercoledì 27 febbraio 2013

Ultima udienza

Bandiere, cori, applausi, una folla festante di oltre 200mila fedeli e una giornata assolata quasi primaverile hanno accolto questa mattina il Papa Benedetto XVI che ha voluto percorrere con la "Papa Mobile" piazza S. Pietro gremita prima dell'udienza di commiato, l'ultima del suo pontificato. Udienza n. 348 (l'ottava del 2013) concessa da Benedetto XVI nei suoi otto anni di pontificato. Gli incontri con fedeli e pellegrini del mercoledì mattina in piazza San Pietro o nell'Aula Paolo VI in Vaticano hanno radunato nel tempo circa 5.116.600 persone (dall'aprile 2005 al 27 febbraio 2013). Con un'analisi di Carlo Marroni - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/131CSJ

GP I: Pochi giorni, tanto cuore per Albino Papa Luciani

Nel giorno dell'ultima udienza del Papa che rinuncia, il pontificato più breve ed intenso. Nel volgere al termine del mese più corto dell'anno, prima dell'esilio a Castel Gandolfo di Benedetto XVI, la storia di un pontefice subito amatissimo dalla gente, ma non dall'interno della chiesa per la sua grande voglia di carità e di riforma, fino alle ombre sulla sua morte. Le teorie e le inesattezze sulla sua morte.

martedì 26 febbraio 2013

Bbc: si dimette il cardinale scozzese

Il primate della Chiesa cattolica britannica, il cardinale scozzese Keith O'Brien, si è dimesso da arcivescovo, dopo le accuse di «comportamento inappropriato» mosse contro di lui da tre sacerdoti e da un ex sacerdote. Lo ha riferito la Bbc, aggiungendo che O'Brien non parteciperà al Conclave. Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/hoTNo

lunedì 25 febbraio 2013

Normas nonnullas, la legge elettorale del conclave

E’ stata pubblicata oggi la Lettera apostolica in forma di Motu proprio su alcune modifiche alle norme relative all’elezione del Papa. Nel documento, Benedetto XVI apporta alcune modifiche alle precedenti normative per “assicurare il migliore svolgimento di quanto attiene, pur con diverso rilievo, all’elezione del Romano Pontefice” e “in particolare una più certa interpretazione ed attuazione di alcune disposizioni”. “Nessun Cardinale elettore – afferma Benedetto XVI - potrà essere escluso dall’elezione sia attiva che passiva per nessun motivo o pretesto, fermo restando quanto prescritto al n. 40 e al n. 75” della Costituzione Universi Dominici gregis. E’ stato inoltre stabilito che, “dal momento in cui la Sede Apostolica sia legittimamente vacante, si attendano per quindici giorni interi gli assenti prima di iniziare il Conclave”. Il Papa lascia “peraltro al Collegio dei Cardinali la facoltà di anticipare l’inizio del Conclave se consta della presenza di tutti i Cardinale elettori, come pure la facoltà di protrarre, se ci sono motivi gravi, l’inizio dell’elezione per alcuni altri giorni. Trascorsi però, al massimo, venti giorni dall’inizio della Sede Vacante, tutti i Cardinali elettori presenti sono tenuti a procedere all’elezione”. Si precisano inoltre le norme per la segretezza del Conclave: “L’intero territorio della Città del Vaticano e anche l’attività ordinaria degli Uffici aventi sede entro il suo ambito dovranno essere regolati, per detto periodo, in modo da assicurare la riservatezza e il libero svolgimento di tutte le operazioni connesse con l’elezione del Sommo Pontefice. In particolare si dovrà provvedere, anche con l’aiuto di Prelati Chierici di Camera, che i Cardinali elettori non siano avvicinati da nessuno durante il percorso dalla Domus Sanctae Marthae al Palazzo Apostolico Vaticano”. Tutte le persone “che per qualsivoglia motivo e in qualsiasi tempo venissero a conoscenza da chiunque di quanto direttamente o indirettamente concerne gli atti propri dell’elezione e, in modo particolare, di quanto attiene agli scrutini avvenuti nell’elezione stessa, sono obbligate a stretto segreto con qualunque persona estranea al Collegio dei Cardinali elettori: per tale scopo, prima dell’inizio delle operazioni dell’elezione, dovranno prestare giuramento” secondo precise modalità nella consapevolezza che una sua infrazione comporterà “la pena della scomunica «latae sententiae» riservata alla Sede Apostolica”. “Aboliti i modi di elezione detti per acclamationem seu inspirationem e per compromissum, la forma di elezione del Romano Pontefice sarà d’ora in poi unicamente per scrutinium”. Il Papa stabilisce “che per la valida elezione del Romano Pontefice si richiedono almeno i due terzi dei suffragi, computati sulla base degli elettori presenti e votanti.” “Se le votazioni di cui ai nn. 72, 73 e 74” della Costituzione Universi Dominici gregis non avranno esito, è stabilito che “sia dedicato un giorno alla preghiera, alla riflessione e al dialogo”; nelle successive votazioni, “avranno voce passiva soltanto i due nomi che nel precedente scrutinio avevano ottenuto il maggior numero di voti, né si potrà recedere dalla disposizione che per la valida elezione, anche in questi scrutini, è richiesta la maggioranza qualificata di almeno due terzi di suffragi dei Cardinali presenti e votanti. In queste votazioni, i due nomi che hanno voce passiva non hanno voce attiva”. “Avvenuta canonicamente l’elezione, l’ultimo dei Cardinali Diaconi chiama nell’aula dell’elezione il Segretario del Collegio dei Cardinali, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie e due Cerimonieri; quindi, il Cardinale Decano, o il primo dei Cardinali per ordine e anzianità, a nome di tutto il Collegio degli elettori chiede il consenso dell’eletto con le seguenti parole: Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice? E appena ricevuto il consenso, gli chiede: Come vuoi essere chiamato? Allora il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, con funzione di notaio e avendo per testimoni due Cerimonieri, redige un documento circa l’accettazione del nuovo Pontefice e il nome da lui assunto”.

domenica 24 febbraio 2013

L'ultimo Angelus

«Il Signore mi chiama a “salire sul monte”, a dedicarmi ancora di più alla preghiera e alla meditazione. Ma questo non significa abbandonare la Chiesa, anzi, se Dio mi chiede questo è proprio perchè io possa continuare a servirla con la stessa dedizione e lo stesso amore con cui l’ho fatto fino ad ora, ma in un modo più adatto alla mia età e alle mie forze».

2005 - Fino alla fine

Giovanni Paolo II è costretto all'ultimo ricovero al Gemelli, nel corso del quale subisce una tracheotomia. A causa della degenerazione del Parkinson complicata dai postumi dell’influenza, non riusciva più a respirare. Sdraiato nel suo letto al decimo piano, ascoltava i medici che lo rassicuravano: “Tranquillo, Santità, è piccola cosa”. Lui ha risposto: “Piccola? Dipende per chi”. In mezz’ora poi era tutto finito: alla trachea, dove era stato praticato un buco, è stato collegato un respiratore. Se il pontefice non riesce a far entrare l’aria nei polmoni, una macchina lo aiuta. Il giorno dopo l’intervento, sulla stampa di tutto il mondo campeggiavano le seguenti due questioni: se Giovanni Paolo possa o no restare in carica in queste condizioni; chi potrebbe prendere il suo posto se il momento, inevitabile ma da tutti temuto, arrivasse. Sulla prima questione il diritto canonico parla chiaro: finché il Pontefice è in grado di scrivere, il problema dell’impedimento non si pone. E lui, appena sveglio, s’è fatto dare carta e penna e ha scritto: “Ma che mi hanno fatto?”

sabato 23 febbraio 2013

Policarpo

San Policarpo di Smirne (Smirne, 69 circa – Smirne, 23 febbraio 155) fu discepolo di San Giovanni apostolo e divenne vescovo di Smirne durante il regno di Traiano: come teologo, godette di grande autorità e fu uno dei pastori più stimati del tempo. È venerato come santo da molte Chiese cristiane e la sua memoria liturgica è celebrata oggi. Fu scelto come rappresentante della Chiesa d'Asia e inviato a Roma a discutere con papa Aniceto la questione della data di celebrazione della Pasqua. Durante l'impero di Antonino Pio (138 - 161) fu catturato per ordine del proconsole Stazio Quadrato: questo governatore ben conosceva Policarpo e vedendolo in quelle condizioni fu mosso a pietà, così gli suggerì di dire di non essere un cristiano, di bestemmiare Cristo e di dichiarare che Cesare è il Signore, solo così avrebbe riacquistato la libertà e la vita, ma Policarpo coraggiosamente dichiarò: “Ascolta: io sono cristiano, ho servito Dio per 86 anni, Egli mai è venuto meno verso di me, io non posso rinnegare il mio Re e Salvatore!” La folla inferocita invocò la sua morte, allora Policarpo sali da solo sulla catasta di legna pronta per il rogo, ma dato che il fuoco non lo consumava abbastanza, lo trafissero al petto con una spada, erano le 2 del pomeriggio del sabato 23 febbraio 155.

venerdì 22 febbraio 2013

Cattedra di San Pietro

L'originale basilica San Pietro Apostolo, fondatore della chiesa di Roma, al quale disse il Signore: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa». Nel giorno in cui i Romani erano soliti fare memoria dei loro defunti, si venera la sede della nascita al cielo dell’Apostolo Pietro, che trae gloria dalla sua vittoria sul colle Vaticano ed è chiamata a presiedere alla comunione universale della carità. Nel concreto poi la cattedra è un trono ligneo, che la leggenda medievale identifica con la cattedra vescovile appartenuta a San Pietro in quanto primo vescovo di Roma e papa. In realtà quella che si conserva è del IX secolo, donata nell'anno 875 dal re dei Franchi Carlo il Calvo al papa Giovanni VIII in occasione della sua discesa a Roma per la propria incoronazione. Viene conservata come reliquia nella Basilica attuale all'interno del coro sotto la colomba dello spirito santo, nella composizione dorata barocca progettata da Bernini e realizzata fra il 1656 e il 1665. Il nome "cattedra" deriva dal termine latino cathedra, indica la cattedra vescovile (il seggio sul quale siede il vescovo).

mercoledì 20 febbraio 2013

Habemus Papam

« Annuntio vobis gaudium magnum: Habemus Papam! Eminentissimum ac reverendissimum Dominum Dominum (nome dell'eletto in accusativo latino), Sanctæ Romanæ Ecclesiæ Cardinalem (cognome dell'eletto non tradotto in latino), Qui sibi nomen imposuit (nome pontificale in genitivo latino, seguito dall'eventuale numero ordinale).»

martedì 19 febbraio 2013

Papa Sisto Sesto?

Sisto V Felice Peretti in cinque anni fece un lavoro che ne avrebbe richiesto cinquanta. Oltre allo spostamento dell'obelisco nella piazza, impiegò squadre di uomini a lavorare giorno e notte per sistemare la cupola di San Pietro. Costruì la Libreria Vaticana. Fece erigere un acquedotto che portasse l'acqua fino al centro di Roma. Si meritò ampiamente il soprannome "Il Turbine Consacrato" e un sonetto del Belli. Fra ttutti quelli c'hanno avuto er posto De vicarj de Dio, nun z'è mai visto Un papa rugantino, un papa tosto, Un papa matto, uguale a papa Sisto. E nun zolo è da dì che dassi er pisto A chï unqu'omo che j'annava accosto, Ma nun la perdonò neppur'a Cristo, E nemmanco lo roppe d'anniscosto. Aringrazziam'Iddio c'adesso er guasto Nun po' ssuccede ppiù che vienghi un fusto D'arimette la chiesa in quel'incrasto. Perché nun ce po' esse tanto presto Un antro papa che je piji er gusto De mettese pe nnome Sisto Sesto.

domenica 17 febbraio 2013

sabato 16 febbraio 2013

Terremoto nel Lazio, epicentro a Sora

L'evento sismico di magnitudo 4.8 localizzato nel distretto sismico dei Monti Ernici-Simbruini. Quasi a simboleggiare quello che Papa Ratzinger nel giorno della Madonna di Lourdes, ha portato nella Storia della Santa Chiesa. Terremoto che passa per Celestino V (L'Aquila) . Nessun pontefice in oltre sette secoli ne ha mai ripreso il nome.

venerdì 15 febbraio 2013

Il nuovo presidente della Banca Vaticana

Ernst von Freyberg, 54 anni, dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, nominato alla guida dello IOR, l’Istituto per le Opere di Religione.

sabato 9 febbraio 2013

Habemus Papam di Nanni Moretti



Habemus Papam è un film del 2011 di Nanni Moretti, interpretato dallo stesso Moretti assieme a Michel Piccoli e Margherita Buy. Il film è stato presentato in concorso al 64º Festival di Cannes. La pellicola ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui sette Nastri d'argento (compreso quello per il regista del miglior film), tre David di Donatello (tra cui quello al miglior attore protagonista) e uno European Film Award; è stato inoltre eletto miglior film dell'anno dai Cahiers du cinéma. La ricerca musicale gregoriana è opera di Marcello Moriconi che interpreta l'iniziale litania dell'Ora Pro Nobis che accompagna i cardinali alla Sistina.

venerdì 1 febbraio 2013

Malachia: pazzo irlandese visionario o falso apocrifo?

San Malachia, monaco cistercense (1094-1148), avrebbe lasciato una profezia scritta, nella quale enumera 112 papi (senza farne i nomi ma attribuendo a ciascuno un motto in latino), dal suo contemporaneo Celestino II fino alla fine del mondo, e ne prevede soltanto ancora uno dopo Benedetto XVI; prevede inoltre che durante il pontificato del papa successivo a Benedetto XVI Roma verrà distrutta e ci sarà la fine del mondo. Questa profezia sarebbe stata scritta da Malachia in seguito a una visione del futuro avuta durante una visita a Roma e sarebbe stata consegnata a Innocenzo II, restando però sconosciuta negli Archivi Romani fino alla sua scoperta nel 1590. Fu pubblicata per la prima volta nel 1595 da Arnold de Wyon nell'opera Lignum Vitae. Ma il documento è considerato falso, anche da molte fonti ecclesiastiche: 01 Ex Castro Tiberi Celestino II. (1143-1144) Il motto sembra alludere al paesino di origine di questo papa. Nacque a Città di castello sul Tevere. 02 Inimicus expulsus Lucio Caccianemici Lucio II. (1144-1145) Il motto potrebbe avere due spiegazioni. L'allusione al cognome (Inimicus) e la brutale fine di questo papa che morì colpito da una pietra mentre veniva espulso dal Campidoglio. 03 Ex magnitude montis Beato Eugenio III (1145-1153) Pietro Pignatelli, nativo di Montemagno (Pisa), racchiude nel paese di origine il significato del motto. 04 Abbas Suburranus Anastasio IV (1153-1154) Corrado Suburri fu abate di S. Rudo. 05 De ruro albo Adriano IV (1154-1159) Niccolò Breaksper, nato in Inghilterra a Sant'Albano, morì ad Anagni. Il motto deriverebbe dalla città di nascita. 06 Ex tetro carcere antipapa Vittore IV Gregorio Conti era Cardinale di S. Vittore, noto carcere romano. 07 Ex ansere custode Alessandro III (1159-1181) Rolando Papero Bandinelli. Un'oca presente nello stemma di famiglia. 08 De via Transtibertina antipapa Pasquale III. Guido da Crema ricoprì il ruolo di Cardinale in S. Maria in Trastevere. (Transtibertina). 09 De Pannonia Tusciae antipapa Callisto III Giovanni di Strumi (1168-1178) Ungherese (pannone), cardinale di Tuscolo. 10 Lux in ostio Lucio III (1181-1185) Ubaldo Allucignoli fu Cardinale di Ostia. Nel motto appare chiare il riferimento sia al nome papale, sia al cognome di origine, sia alla cittadina di Ostia. 11 Sus in cribo Urbano III (1185-1187) Uberto Crivelli aveva nel proprio stemma l'immagine di un maiale (sus). La parola cribo, inoltre sembra alludere in qualche modo al cognome Crivelli 12 Ensis Laurentii Gregorio VIII (1187) Alberto Mosca era Cardinale di S. Lorenzo in Lucina. Nel suo stemma campeggia una spada (ensis) 13 De schola Exiet Clemente III (1187-1191) Paolo Scolari, Vescovo di Palestrina. Il riferimento al cognome è evidente. 14 De rure bovense Celestino III (1191-1198) Giacinto Orsini della Casata dei Borbone. 15 Comes signatus Innocenzo III (1198-1216) Giovanni Loterio dei conti di Tuscolo da Segni. 16 Canonicus de latere Onorio III (1216-1227) Cencio Savelli, canonico in Laterano. 17 Avis ostiensis Gregorio IX (1227-1241) Ugolino dei conti di Tuscolo da Segni, Cardinale di Ostia. Nel suo stemma appare un'aquila (avis) 18 Leo Sabinus Celestino IV (1241) Goffredo Castiglioni di Milano, Vescovo di Sabina Anche in questo caso nello stemma c'è un leone. 19 Comes Laurentius Innocenzo IV (1242-1254) Sinibaldo dei conti Fieschi, già cardinale di S. Lorenzo in Lucina. 20 Signus Ostiense Alessandro IV (1254-1261) Rinaldo dei conti di Segni, Cardinale di Ostia 21 Jerusalem Campaniae Urbano IV (1261-1264) Giacomo Troyes Pantaleone, nativo della Champagne e patriarca di Gerusalemme, eletto papa ancor prima di essere nominato cardinale. 22 Drago depressus Clemente IV (1261-1264) Guido le Gros di Saint Gilles. Nel suo stemma vi è un'aquila che tiene stretta tra gli artigli un grosso drago. 23 Anguineus vir Gregorio X (1271-1276) Teobaldo dei Visconti di Piacenza. Malachia lo indica come "uomo del serpente" (anguineus vir) perchè nel suo stemma campeggia in evidenza un serpente. 24 Concionator gallus Innocenzo V (1276) Pietro di Parantasia, di origine francese (gallus) malgrado i soli cinque mesi di pontificato è unanimamente ricordato come un uomo di chiesa probo ed eccellente predicatore (concionator) 25 Bonus Comes Adriano V (1276). Ottobono de' Conti Fieschi morì prima di essere incoronato papa. 26 Piscator tuscus Giovanni XXI (1276-1277) Pietro di Giuliani, famoso medico e filosofo, Cardinale di Tuscolo. Il suo nome di battesimo era quello del famoso pescatore, primo papa della Chiesa cattolica. 27 Rosa Composita Niccolò III (1277-1280) Nello stemma di Giangaetano Corsini appariva una rosa. Egli fu poi soprannominato "compositus" perchè nel corso del suo pontificato si impegnò sopratutto nel tentare di riunire la Chiesa latina e quella greca. 28 Ex telonio liliacei Martino IV (1281-1285) Martinii Simone di Brion, canonico e tesoriere di S.Martino di Toursin in Francia. Nel suo stemma vi erano rappresentati alcuni gigli. 29 Ex rosa leonina Onorio IV (1285-1287) Jacopo Savelli aveva come stemma dei leoni attorniati da rose. 30 Picus Inter escas Niccolo IV (1288-1292) Il motto relativo a Gerolamo di Ascoli Piceno non è ben chiaro. L'unico accenno plausibile potrebbe essere quello alla città natale. (picus) 31 Ex eremo celsus Celestino V (1294) Pietro Anglerio da Morrone fu eremita e fondatore dell'ordine dei Celestini. 32 Ex undarum Bonifacio VIII (1294-1303) benedictione Benedetto Gaetani. Il motto si riferisce al suo nome di battesimo ed al suo stemma nel quale figurano delle onde marine. 33 Concionator patarens Benedetto XI(1303-1304) Nicolò Bacca-Sini era nato a Patara e apparteneva all'ordine dei predicatori (concionator) 34 De fascis aquitanicis Clemente V (1305-1314) Lo stemma di Bertrando di Goth è costituito da fasce parallele. Sotto il suo pontificato avvenne il trasferimento della sede papale da Roma ad Avignone. 35 De sutore orseo Giovanni XXII (1316-1334) Giacomo Duese era figlio di un umile calzolaio. 36 Corvus schismaticus Antipapa Nicolò V. Pietro Rinalducci, originario di Corvaro, fu tra i maggiori esponenti dello scisma papale. 37 Frigidus Abbas Benedetto XII (1334-1342) Giacomo Fournier, fu eletto papa mentre era abate presso il monastero do Fontanafredda. 38 Ex rosa atrebatesi Clemente VI (1342-1352). Pietro Roger di Beaufort fu vescovo di Arras ed aveva un emblema con sei rose. 39 De montibus Pammachii Innocenzo VI (1352-1362) Nell'emblema di Stefano Aubert campeggiano sei montagne. Egli fu eletto papa mentre era cardinale dei Santi Giovanni e Paolo, titolo anticamente soprannominato "Pammacchio". 40 Gallus vicecomes Urbano V (1362-1370). Guglielmo Grimoard, francese (gallus), fu Nunzio (comes) presso i Visconti di Milano. 41 Novus de Virgine Gregorio XI (1370-1378) fortii Nipote di Clemente VI, Ruggero di Beaufort fu Cardinale di Santa Maria Nuova (Virgine) 42 De cruce apostolica antipapa Clemente VII Cardinale dei dodici apostoli. Il suo emblema raffigurava una grossa croce. 43 Luna cosmedina antipapa Benedetto XIII. Pietro de Luna, fu eletto papa mentre ricopriva il titolo di Cardinale di Santa Maria in Cosmedin 44 Schismo barcinonicum antipapa Clemente VIII. Canonico di Barcellona (barcinonicum) fu fautore di una politica volta a consolidare lo scisma. 45 De inferno pregnani Urbano VI (1378-1389) Bartolomeo Prignano, napoletano, nacque in una località denominata "inferno". 46 Cubus de mixtione Bonifacio VII (1389-1404) Lo stemma di Pietro Tommacelli era costituito da cubi. 47 De miliore sidere Innocenzo VII (1404-1406) Il motto si riferisce al cognome di Cosma Migliorati ed al suo stemma recante una stella. 48 Nauta de Ponte Nigro Gregorio XII L'espressione nauta (marinaio-barcaiolo) viene usata da Malachia per disegnare i papi che provenivano dalla città di Venezia. Angelo Corrier infatti era nato a Venezia ed era stato Cardinale Commendatario di Negroponte. 49 Flagellum solis antipapa Alessandro V. Pietro Filargiro aveva uno stemma in cui campeggiava un sole splendente. Malachia lo indica come flagellum perché contribuì ad aggravare e radicalizzare lo scisma del papato. 50 Cervus Sirenae antipapa Giovanni XXIII Baldassarre Cossa era nato a Napoli, città il cui emblema è rappresentato dalla sirena Partenope, ed aveva nello stemma l'immagine di un cervo. 51 Corono veli aurei Martino V (1417-1431) L'emblema di Ottone Colonna era una corona dorata. 52 Lupa coelestina Eugenio IV (1431-1447) Il simbolo di Gabriele Condolmer, canonico della compagnia dei Celestini era una lupa. 53 Amator Crucis antipapa Felice V. Lo stemma di casa Sapia di cui Amedeo VIII era principe è una croce rossa su campo bianco. L'espressione amator si riferisce probabilmente al tormento interiore ed alle accese controversie che accompagnarono questo papa in tutto l'arco del suo antipontificato. 54 De modicitate lunae Niccolò V (1447-1455) Tommaso Parentuccelli era nato a Luni di Sarzana ed apparteneva ad una famiglia molto povera(modicitate). 55 Bos pascens Callisto III (1455-1458) Nello stemma di Alfonso de Borgia compare un bue al pascolo. 56 De capra et albergo Pio II (1458-1464). Enea Silvio Piccolomini fu segretario dei Cardinali Capranica e Albergatti. 57 De cervo et leone Paolo II (1464-1471) Pietro Barbo era stato Cardinale di San Marco (evangelista che ha per simbolo un leone alato) e Commendatario della Chiesa di Cervia. 58 Piscator minorita Sisto IV (1471-1484) Francescano degli ordini minori, Francesco della Rovere era figlio di un umile pescatore. 59 Praecursor Siciliae Innocenzo VIII (1484-1492) Giovanni Battista Cybo visse alla corte del re di Sicilia. 60 Bos Albanus in portu Alessandro VI (1492-1503) L'emblema di Rodrigo Borgio era un bue. Egli fu Cardinale e Vescovo di Albano e Porto. 61 De parvo homine Pio III (1503) Francesco Todeschi. Il motto farebbe riferimento al cognome materno Piccolomini. 62 Fructus Jovis juvabit Giulio II (1503-1513) L'emblema di Giuliano della Rovere era una quercia Che nell'antichità veniva ritenuta albero sacro a Giove. 63 De craticule Leone X (1513-1521) Politiana Il nome del padre di Giovanni de' Medici era Lorenzo, santo martirizzato sulla graticola. L'espressione Politiana deriverebbe invece da Angelo Poliziano di cui egli fu discepolo. 64 Leo florentius Adriano VI (1522-1523) Adriano Florent di Utrecht aveva come stemma leone 65 Flos pilae Clemente VII (1523-1534). Giulio de' Medici, fiorentino, aveva nel proprio stemma una palla attorniata da gigli. 66 Hyacinthus medicorum Paolo III (1534-1549) Alessandro Farnese, cardinale dei SS. Cosma e Damiano, aveva gigli nel suo stemma. 67 De corona montana Giulio III (1550-1555). Giovanni Maria Ciocchi del Monte. Il suo emblema raffigurava due corone. 68 Frumentum floccidum Marcello II (1555). Marcello Cervini nacque a Montepulciano. Il suo stemma raffigura un cervo e del frumento. Qui l'aggettivo floccidum sta ad intendere la breve durata del suo pontificato di solo 23 giorni. 69 De fide Petri Paolo IV (1555-1559). Giampietro Carafa fu promotore del Tribunale della fede. Il Petri ricorda la "pietra" su cui fu fondata la chiesa. 70 Aesculapii pharmacum Pio IV (1559-1565). Giovanni Angelo de' Medici. Il motto sembra derivare dal cognome della casata. Esculapio, infatti, era considerato il dio della medicina e primo medico della storia. 71 Angelus nemorosus Pio V (1566-1572). L'aggettivo nemorosus (boscoso) starebbe ad indicare il luogo di nascita (Bosco in prov. di Alessandria) di Michele Ghisleri. 72 Medium corpus pilarum Gregorio XIII (1572-1585) Ugo Boncompagni è passato alla storia come l'ideatore del Calendario Gregoriano. 73 Axis in medietate Sisto V (1585-1590). Felice Perretti aveva come stemma un leone diviso a meta da un'ascia. 74 De rori coeli Urbano VII (1590) Il motto potrebbe derivare dal fatto che GiovanBattista Castagna fu Arcivescovo di Rossano cittadina nella quale tradizione si dice fosse venuta giù la manna. 75 De antiquitate urbis Gregorio XIV (1590-1591) Nicola Sfrondati proveniva dall'antica cittadina di Cremona. 76 Pia civitas in bello Innocenzo IX (1591). Il motto sembra indicare il ruolo di sostegno del suo pontificato in un periodo storico caratterizzato da cruente guerre. 77 Crux romulea Clemente VIII (1592-1605). Ippolito Aldobrandini apparteneva ad una nota famiglia originaria di Roma ma da tempo radicatasi a Firenze. Nel suo stemma campeggia una croce romana. 78 Undosus vir Leone XI (1605) Il motto si riferisce probabilmente alla brevissima. durata del suo pontificato. 79 Gens perversa Paolo V (1605-1621) Camillo Borghese. Il significato del motto è rimasto misterioso nonostante varie interpretazioni. 80 In tribulatione pacis Gregorio XV (1621-1623). Alessandro Ludovisi istitutore della "Propaganda Fide" nel corso di tutto il suo pontificato fu faticosamente impegnato a sedare guerre e controversie politiche. 81 Lilium et rosa Urbano VIII (1623-1644). Lo stemma di Maffeo Barberinio era animato da api che volano su gigli e rose. 82 Jacunditas crucis Innocenzo X (1644-1655) Giovanni Battista Panphily fu proclamato papa nel giorno dell'esaltazione della croce. 83 Montium custus Alessandro VII (1655-1667) Lo stemma di Fabio Chigi era costituito da tre colline su campeggiava una stella. Questo papa istituì nella capitale un Monte di Pietà. 84 Sidus olorum Clemente IX (1667-1669) L'elezione di Giulio Rospigliosi avvenne nella camera dei cigni (olorum). 85 De flumine magno Clemente X (1670-1676) Emilio Altieri fu eletto papa in un giorno in cui il fiume Tevere era in piena (flumine magno) 86 Bellua insatiabilis Innocenzo XI (1676-1689) Benedetto Odescalchi. Nessuna attinenza è stata finora riscontrata. 87 Poenitentia gloriosa Alessandro VIII (1689-1691) L'elezione di Pietro Ottobuoni avvenne nel giorno di San Brunone, Santo ricordato per essere stato uno dei più grandi penitenti della Chiesa cattolica. 88 Rastrum in porta Innocenzo XII (1691-1700) Antonio Pignatelli apparteneva all'omonima illustre casata napoletana che risiedeva presso una porta della città soprannominata "del rastrello". 89 Flores circumdati Clemente XI (1700-1721). Giovanni Francesco Albani aveva uno stemma incorniciato da fiori. 90 De bona religione Innocenzo XIII (1721-1724). Michelangelo Conti, condanno aspramente ogni forma di eresia ed in particolare:Giansenismo e Quietismo 91 Miles in bello Benedetto XIII (1724-1730) Pier Francesco Orsini. L'epoca del suo pontificato fu caratterizzata da aspre guerre. 92 Columna excelsa Clemente XII (1730-1740) Lorenzo Corsini è ricordato sopratutto per i grandi e lussuosi edifici che fece erigere. 93 Animal rurale Benedetto XIV (1740-1758). Durante il conclave lo stesso Lambertini si definì un asino per indicare la propria laboriosità. 94 Rosa Umbiae Clemente XIII (1758-1769) Durante il pontificato di Carlo Rezzonico venne istituito l'ordine francescano che ebbe la sua prima sede in Umbria. 95 Ursus velox Clemente XIV (1769-1774) Lorenzo Ganganelli, passato alla storia per aver sciolto l'ordine dei Gesuiti, aveva nel proprio stemma l'immagine di un orso. 96 Peregrinus Pio VI (1774-1799). Apostolicus Il motto si spiega con le vicissitudini che questo Papa dovette affrontare. Giovanni Angelo Braschi, infatti, fu fatto prigioniero dai francesi e condotto da questi prima a Siena, poi a Bologna ed infine a Parma. 97 Aquila rapax Pio VII (1800-1823) Gregorio Barnaba discendente dei conti Chiaramonti fu fatto prigioniero da Napoleone Bonaparte. In questo caso l'aquila rapace starebbe ad indicare lo stemma napoleonico su cui campeggi un'aquila. 98 Canis et coluber Leone XII (1823-1829) Annibale della Genga definito dai suoi collaboratori fedele alla causa della Chiesa come il cane ed allo stesso tempo prudente nei suoi attacchi come un serpente. 99 Vir religiosus Pio VIII (1823-1830). Il misticismo è stato una delle maggiori caratteristiche del pontificato di Francesco Saverio dei Castigl. 100 De balneis Etruriae Gregorio XVI (1831-1836) Bartolomeo Alberto Capellari apparteneva all'ordine dei Camaldolesi, ordine nato in terra di Etruria. 101 Crux de cruce Pio IX (1846-1878). Durante il pontificato di Giovanni Maria Mastai Ferretti, Roma divenne capitale d'Italia. Pio IX fu dunque costretto a sovrapporre la croce papale a quella sabauda. 102 Lumen de coelo Leone XIII (1878-1903) L'emblema di Gioacchino Pecci era una stella sullo sfondo del cielo. 103 Ignis ardens Pio X (1903-1914). Per la sua bontà e la sua ardente fede, Giuseppe Sarto fu proclamato santo. 104 Religio de populata Benedetto XV (1914-1922) Il pontificato di Giacomo della Chiesa fu funestato dagli avvenimenti della grande guerra e dai numerosi lutti che ne conseguirono. Il motto sembra riferirsi all'enorme numero di cattolici che caddero sul fronte di guerra. 105 Fides intrepida Pio XI (1922-1939) La fede di Achille Ratti, nativo di Desio, lo indusse a lanciare coraggiosi anatemi contro il nazismo rampante e il comunismo. 106 Pastor angelicus Pio XII (1939-1958). Angelo Pacelli, fu pastore della chiesa nel corso della seconda guerra mondiale e nel difficile periodo della ricostruzione post-bellica. A lui toccò il compito di essere la guida spirituale e materiale di un mondo che si preparava a risorgere dalla ceneri della guerra. 107 Pastor et nauta Giovanni XXIII (1958-1963) Angelo Roncalli fu Patriarca di Venezia. 108 Flos florum Paolo VI (1963-1978) Giovanbattista Montini viene profetizzato con il termine "Flos Florum", cioè fiore dei fiori, che secondo il simbolismo floreale, è il giglio. Nello stemma dei Montini appaiono difatti 3 Gigli. 109 De medietate lunae Giovanni Paolo I (1978). Il pontificato di Albino Luciani, già Patriarca di Venezia durò solo 31 giorni, "Il tempo di una luna" riferito al ciclo lunare. Infatti il suo pontificato durò dal 26 agosto 1978 al 25 Settembre 1978. Solo 31 Giorni. 110 De labore solis Giovanni Paolo II. Karol Wojtyla, verrà ricordato come il papa polacco. Il motto potrebbe riferirsi al fatto che proviene da un paese dell'est (levante del sole) o dall'enorme lavoro di espansione del suo pontificato (è il papa che in assoluto ha visitato più paesi del mondo), che ha portato la chiesa a possedere un "regno" su sembra non tramontare mai il sole. Comunque, poiché il suo pontificato non è ancora terminato è difficile attribuire con precisione un significato al motto. 111 De gloria olivae Benedetto XVI. Papa Ratzinger, nel suo Stemma Pontificio, presenta nel primo simbolo in alto a sinistra l’effigie del “moro di Frisinga”. Si tratta di una testa di moro coronata e rivolta verso sinistra già presente nello stemma dell’antica Diocesi-principato di Frisinga nel 1316, ai tempi del vescovo Corrado III, e da quel momento in poi adottata da tutti gli arcivescovi succedutisi a capo di quella sede. Potrebbe anticipare un Papa di colore al soglio pontificio. Oppure è riferito alla baviera una terra di coltivazioni e alla definizione dello stesso papa appena eletto come "un semplice ed umile lavoratore nella vigna del Signore". Petrus Romanus L'ultimo papa prima della fine del mondo. Il nome è quanto mai suggestivo. Mentre Pietro I fu il primo pastore della Chiesa cattolica, detentore delle chiavi del cielo, Pietro II dovrà restituire il mandato e chiudere per sempre le porte del mondo. A quest'ultimo papa Petrus romanus che chiude la profezia, Malachia ha voluto dedicare non solo un motto ma alcuni versi latini: "In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen" La traduzione è la seguente: "Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa, siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia." Questa profezia chiude l'elenco subito dopo il motto riferito a Benedetto XVI. In altre parole durante il suo pontificato avverrebbe la fine del mondo (o perlomeno di Roma). In realtà, anche supponendo che la profezia non sia un falso, secondo alcune interpretazioni il suo testo non specificherebbe che ci sarà soltanto un altro papa: infatti la profezia arriva al centoundicesimo papa, quello identificato come Gloria Olivae, e poi parla di un ultimo papa, non di un centododicesimo. Per cui, anche secondo la profezia, ci potrebbero essere altri Papi fra il numero 111 e l'ultimo Papa predetto da Malachia.